Sistema di smaltimento pubblico e tutela delle acque

Quando si parla di costruzioni di massicce infrastrutture in Istria, gli ultimi decenni rimarranno segnati da importanti investimenti comuni nei sistemi, tra i quali quest’anno saranno terminati i lavori di costruzione dell’azienda VSI – Acquedotto di Pinguente I fase, capacità nominale 1000 l/s acqua potabile, come uno dei più grandi e più importanti interventi nella storia della penisola istriana.  

Investimenti di questo genere hanno permesso la costruzione della rete di rifornimento idrico, che in Istria oggi ha portato ad un alto livello di rifornimento idrico superiore al 95%.  

L’acqua, come bene comune, è la risorsa di base per lo sviluppo economico e tecnologico di ogni spazio vitale, soprattutto prendendo in considerazione l’orientamento turistico e quello verso uno spazio e mare ecologicamente puliti. Da queste valutazioni la sua completa tutela e il mantenimento rappresentano un imperativo.  

Con l’obiettivo di tutela delle acque, è necessario avere una tendenza che porti ad accettare nel sistema di smaltimento tutta l’acqua usata, la si elabori, e si permetta il suo uso successivo o venga scaricata e riportata nello spazio naturale senza conseguenze dannose, il che rappresenta un obbligo legislativo. La costruzione del sistema di smaltimento pubblico sulla penisola istriana, per la configurazione del terreno e della composizione carsica fa sì che il progetto di tutela delle acque richieda di più rispetto ad altri.  

Se vogliamo un’acqua potabile di una certa qualità sul territorio della penisola istriana, dobbiamo tutelarla lungo tutto il suo percorso fino alla fonte. 

Al termine della costruzione capitale degli impianti per il rifornimento idrico, il passo importante da fare sono senz’altro degli investimenti a lungo termine nella tutela delle fonti d’acqua potabile. 

Analizzando il territorio coperto dalle zone di tutela sanitaria delle sorgenti (Sv. Ivan, Gradole, Bulaž, Bužini, Gabrijeli, Rakonek e tutte le sorgenti dell’Albonese), l’accumulazione Bottonega e i pozzi polesi, come pure la tutela ecologica del Canale di Leme, appare evidente che oltre il 70% del territorio dell’Istria è sotto un certo tipo di tutela. È indubbiamente questa una testimonianza che il sottosuolo dell’Istria deve essere trattato quale conduttore idrico unitario per tutte le fonti d’acqua potabile.  

Per l’importanza del progetto di tutela delle acque e gli obblighi, che emergono dalle norme di legge, nella costruzione del sistema di smaltimento delle acque è necessario coinvolgere tutti gli enti d’amministrazione locale, la Regione istriana e le istituzioni competenti della Repubblica di Croazia; si propone sì di organizzare un soggetto legale unico per la costruzione e la manutenzione del SISTEMA DI SMALTIMENTO PUBBLICO E TUTELA DELLE ACQUE NELLA REGIONE ISTRIANA.