Traffico ferroviario

La necessità di costruire la ferrovia in Istria è emersa nel periodo dello sviluppo iniziale delle svariate attività industriali; industria navale, industria del materiale edile, industria elettrica e meccanica. Questo era anche un periodo di forti interessi militari dell’Austria.  In seguito alla costruzione della linea ferroviaria Vienna – Trieste, nel 1876 è stata aperta la linea ferroviaria Divača – Pola (lunga 122 km) con la diramazione Canfanaro – Rovigno (21,0 km).

La parte occidentale dell’Istria, nonostante numerosi tentativi, è stata collegata  con Trieste appena all’inizio del XX secolo (1902), quando fu costruita e messa in circolazione la linea ferroviaria Parenzo –Trieste (123,1 km), la famosa "Parenzana" o Parenzaner Bahn, abolita nel 1935.

Si è dovuto aspettare cinquant’anni per la costruzione di nuove linee ferroviarie in Istria. Alla fine del 1951 è stata costruita e inaugurata la linea ferroviaria  Lupogliano - Štalije, (52,4 km) adibita in primo luogo al trasporto del carbone d’Arsia che all’epoca rappresentava una fonte energetica molto importante. È stato previsto il collegamento di questa linea ferroviaria con Fiume e Zagabria, attraverso un tunnel sotto il Monte Maggiore, ma ciò non è stato mai realizzato.

Le linee ferroviarie di Pola e Arsia, sono state risistemate radicalmente alla metà degli anni ottanta; nel 1979 vi è stato collegato, quale destinazione commerciale importante, anche l’attuale porto Bršica.

A cambiamenti importanti del ruolo delle linee ferroviarie istriane, si è arrivati  agli inizi degli anni Novanta, quando quelle presenti nella parte croata dell’Istria passano sotto la competenza delle Ferrovie croate. Le ferrovie, attualmente dalla lunghezza complessiva di 152,5 km inclusi i 2,7 km di binari industriali, sono state praticamente “tagliate” da quelle croate (escluse le linee indirette attraverso le ferrovie slovene) assumendo così un’importanza locale. Il numero dei viaggiatori e del carico è minore rispetto alle capienze e possibilità a disposizione, di conseguenza senza profitto. 

Il futuro delle linee ferroviarie, la loro sopravvivenza e lo sviluppo, sono condizionati dal diretto contatto con le linee ferroviarie croate e con l’inclusione nel sistema ferroviario sloveno ed europeo.