Breve storia del progetto

Con la scoperta e la conferma di quantità accertate di giacimenti di gas naturale nell'Adriatico settentrionale a cca 40 km a sudovest di Pola, negli anni Ottanta sono stati elaborati dei progetti che comprendevano lo sfruttamento di questi giacimenti e la metanizzazione del territorio dell'Istria e del Quarnero. Purtroppo, innanzitutto a causa della mancanza dei mezzi finanziari necessari, ma anche delle possibilità di carattere tecnico che permetterebbero l'estrazione del gas dai giacimenti bassi, questi progetti non si sono realizzati.  

La Giunta della Regione istriana, venuta conoscenza dei tentativi non riusciti di realizzazione del progetto nel periodo scorso, come pure delle richieste e delle necessità degli utenti privati e delle imprese sul territorio della Regione istriana rivolte all'uso di questa risorsa, nel 1997, assieme al consenso delle città ha bandito un Invito pubblico internazionale per la costruzione del sistema di distribuzione del gas e di accordare una concessione per il rifornimento del gas nelle città e nei comuni: Buie, Pinguente, Albona, Cittanova, Pisino, Parenzo, Pola, Rovigno, Umago e Orsera. Allo scopo di risolvere il circolo vizioso per cui "il gas non c'è perchè mancano i consumatori – i consumatori mancano perchè non c'è il gas ", nell'Invito pubblico si richiedeva dal futuro concessionario di costruire delle reti di distribuzione della prima installazione con i rispettivi impianti, dopo di che doveva svolgere l'attività di rifornimento del gas per i futuri trent'anni (concessione). Quale fonte energetica si è pensato di usare un gas sostitutivo costituito dalla miscela gas liquefatto e aria perchè con l'arrivo del gas naturale non è necessario compiere alcune modifiche tecniche al sistema e agli impianti di allacciamento.  

Poco tempo dopo Ina e Agip hanno istituito una joint venture, l'impresa Inagip che ha intrapreso le attività per la realizzazione del progetto di sfruttamento dei giacimenti dell'Adriatico settentrionale con la possibilità di far giungere il gas fino alla terraferma, ovvero fino a Pola. Nel contempo è apparso anche il noto progetto GEA (Gas Energy Adria) che doveva collegare il sistema italiano ad alta pressione (presso Ravenna) con quello croato – il gasdotto Casal Borsetti – Pola – Karlovac e con ciò, l'idea precedente di collegare il luogo di sfruttamento Ivana con Pola è stata scartata. Parallelamente a questi fattori, venivano a modificarsi i dati d'entrata riguardanti il progetto di metanizzzione e la variante menzionata con il gas sostitutivo (gas liquefatto e aria) in base alla quale è stata redatta la gara pubblica, denominata Alternativa I e l'altra in cui accanto al gas sostitutivo menzionato, veniva usato anche il gas allo stato naturale, denominata Alternativa II. Secondo l'Alternativa II le località situate lungo la costa occidentale dell'Istria userebbero il gas allo stato naturale, cosicchè ora nel progetto p inclusa anche la costruzione del gasdotto magistrale ad alta pressione da Pola a Umago. Nel 2001, grazie all'aiuto del Ministero alle integrazioni europee, è stata elaborata la Soluzione di massima del gasdotto magistrale Pola – Umago. Il gasdotto è stato progettato così da poter essere rifornito da entrambe le parti e accanto alle capacità e qualità necessarie per gli utenti privati ed economici, sono state incluse e previste le quantità per la trasformazione in energia elettrica. Parlando della trasformazione energetica, si pensa alle unità più piccole ubicate lungo il gasdotto magistrale che ogni giorno lavorerebbero per un paio d'ore e ricoprerebbero soltanto le necessità d'energia elettrica nei consumi di picco.  

L'INA nel frattempo ha rinunciato al progetto GEA (che era stato progettato per una capacità di 5,5 mlrd.m3/l'anno), ed ha dato il via al progetto “Piccola GEA“ (Mala GEA), il gasdotto che collegherà la piattaforma Ivana K con Pola, proseguendo avanti fino a Karlovac. Il gasdotto è stato progettato per una capacità di 1,5 mlrd.m3/l'anno. Volendo fare un paragone, la stima del consumo di gas naturale nella Regione istriana (senza i grandi consumatori) è di 73 mil.m3/l'anno.