Questa mattina, presso il Grand Hotel Brioni di Pola, è stata inaugurata la conferenza internazionale “Il patrimonio genetico europeo – Il ruolo delle razze autoctone nella conservazione dei sistemi di pascolo”, che riunisce scienziati, esperti e operatori del settore nazionali e internazionali, con l’obiettivo di scambiare conoscenze ed esperienze in materia di conservazione delle risorse genetiche animali, gestione sostenibile dei sistemi di pascolo, tutela della biodiversità e valorizzazione economica e commerciale delle razze autoctone.
La conferenza è stata inaugurata dal presidente della Regione Istriana Boris Miletić, che ha rivolto ai presenti un saluto istituzionale, sottolineando l’importanza della conservazione delle razze autoctone quale parte del patrimonio naturale e tradizionale, nonché il loro ruolo nello sviluppo sostenibile dell’agricoltura e delle aree rurali.
“È per me un grande onore e piacere darvi il benvenuto alla conferenza scientifica internazionale di oggi, qui nella Regione Istriana. Viviamo in tempi tutt’altro che facili, soprattutto quando si parla di allevamento. Circa trent’anni fa, l’Istria ha vissuto un forte fenomeno di spopolamento della sua parte centrale, dove le persone vedevano nelle città costiere e nei centri urbani più grandi maggiori opportunità di una vita migliore e di un futuro più sicuro, abbandonando così le aree rurali. Numerosi villaggi dell’entroterra istriano erano pressoché disabitati. Grazie a una politica coerente in ambito agricolo e zootecnico, portata avanti costantemente dalla Regione Istriana, oggi la situazione è notevolmente diversa. Mentre circa vent’anni fa l’Istria centrale registrava all’incirca 100.000 pernottamenti turistici, oggi le zone dell’Istria non direttamente affacciate sul mare ne registrano circa 2,7 milioni”, ha dichiarato il presidente della Regione, precisando che la Città di Zagabria registra più o meno lo stesso numero di pernottamenti nell’arco dell’intero anno, mentre tutte le regioni della Croazia continentale messe insieme non raggiungono tale cifra.
“Per molti Europei l’Istria è una destinazione attraente per il suo clima e la vicinanza al mare caldo, ma un’altra motivazione che li spinge a visitare la nostra regione è l’enogastronomia. E quando parliamo di gastronomia, non possiamo ignorare l’allevamento. Il bestiame, o come amiamo chiamarlo noi in Istria, blago, ha sfamato le nostre famiglie per secoli. Oggi, tuttavia, il modo di vivere è certamente cambiato e, senza l’entusiasmo e la passione, ma anche senza un modello economico che garantisca sostenibilità e redditività, sarebbe difficile mantenere questa attività produttiva nella nostra Istria. Per questo desidero ringraziare tutti coloro che si dedicano a questo settore con grande entusiasmo, così come i nostri giovani agricoltori. Chi sceglie di dedicarsi all’allevamento, da un lato custodisce la tradizione e, dall’altro, offre quell’autenticità che caratterizza oggi l’Istria e che è sempre più ricercata”, ha affermato il presidente Miletić, aggiungendo che gli agricoltori istriani continueranno a trovare nella Regione un partner sincero anche in futuro.
Ai presenti si è rivolto anche il direttore dell’Agenzia per lo sviluppo rurale dell’Istria (AZRRI), Igor Merlić, che ha sottolineato l’importanza di organizzare incontri di questo tipo per lo scambio di conoscenze ed esperienze e per promuovere ulteriori iniziative volte alla conservazione e alla valorizzazione delle razze autoctone.
“Il nostro obiettivo è preservare le razze autoctone nelle aziende agricole e nei pascoli, salvaguardando il loro legame indissolubile con il territorio e la tradizione istriani. Nel corso delle generazioni, queste razze si sono adattate al clima e alla vegetazione locali, al territorio, alla disponibilità di cibo e acqua e alle modalità con cui l’uomo gestiva il paesaggio. Per questo motivo, oggi il loro valore torna a essere riconosciuto. I cambiamenti climatici non sono più qualcosa che ci aspettiamo in futuro. Le variazioni della temperatura, della disponibilità idrica, della vegetazione e della durata della stagione del pascolo sono già una realtà. In queste circostanze, la diversità genetica, la resistenza e la capacità di adattamento delle razze autoctone diventano una risorsa per il futuro, e non soltanto un’eredità del passato. È proprio il legame tra diversità genetica, capacità di adattamento e sostenibilità futura uno dei temi centrali di questa conferenza”, ha dichiarato Merlić.
La conferenza è organizzata dall’AZRRI con il sostegno della Regione Istriana e prevede un programma articolato in relazioni plenarie e tavole rotonde. Alla sessione plenaria intervengono il prof. dr. sc. Ante Ivanković, coordinatore nazionale della Croazia per le risorse genetiche animali presso l’Università di Zagabria, e il prof. emerito dr. sc. Giovanni Bittante dell’Università di Padova, in Italia.
Nell’ambito del programma si è inoltre svolta la tavola rotonda «Sinergia tra risorse genetiche animali, sistemi di pascolo e valorizzazione commerciale dei prodotti», moderata dal dr. sc. Antonio Franca dell’Istituto per i sistemi di produzione animale in ambiente mediterraneo (CNR), in Italia, che ha anche tenuto la relazione introduttiva. Una relazione introduttiva è stata presentata anche dal prof. dr. Nazan Koluman dell’Università di Çukurova, in Turchia.
Alla tavola rotonda «La genomica al servizio della conservazione delle razze autoctone a rischio di estinzione» parteciperanno esperti dell’Università Politecnica delle Marche in Italia, dell’Università di Çukurova in Turchia, dell’Università di Zagabria, dell’Università di Padova in Italia e dell’Università Aristotele di Salonicco, in Grecia.
La conferenza rappresenta un’importante occasione per lo scambio di esperienze internazionali e conoscenze specialistiche sulla conservazione delle razze autoctone, sulla gestione sostenibile dei sistemi di pascolo e sulle opportunità di una migliore valorizzazione commerciale dei prodotti, mettendo in relazione la tutela del patrimonio naturale e genetico con le potenzialità di sviluppo delle aree rurali.

