La Vicepresidente della Regione Acquavita: Il ruolo della Comunità Nazionale Italiana in Istria non è mai stato solo una formalità
Si è svolto ieri un incontro di coordinamento tra la vicepresidente della Regione Istriana Jessica Acquavita e i vicesindaci eletti in quota CNI (Comunità Nazionale Italiana). All'appuntamento hanno partecipato anche l'assessora alla Comunità Nazionale Italiana autoctona, le minoranze nazionali e i giovani Tea Batel, il deputato al Sabor e presidente dell'Unione Italiana, Marin Corva, il presidente della Giunta esecutiva dell'Unione Italiana, Paolo Demarin, e il presidente del Consiglio della minoranza italiana autoctona della Regione Istriana, Ennio Forlani.
In apertura dell'incontro, la vicepresidente Acquavita ha ribadito il pieno sostegno ai colleghi e alle colleghe eletti tra le fila della comunita' nazionale iitaliana: "Dispiace vedere che il nostro ruolo e il nostro operato vengano messi in dubbio e definiti di facciata. Nella nostra regione questo ruolo è sempre stato garantito - ancor prima dell'approvazione della
Legge costituzionale sui diritti delle minoranze e dell'introduzione dell'elezione diretta del 2009 - proprio per il valore storico, culturale e identitario che la presenza della comunità italiana autoctona rappresenta in questi territori".
Tra i punti all'ordine del giorno sono state affrontate le novità relative al Registro Unico dei cittadini. Operativo dallo scorso giugno, il registro sostituirà in futuro i dati del censimento. Tutti i presenti hanno concordato sulla necessità di sviluppare una strategia per informare i connazionali sull'importanza della dichiarazione di nazionalità; le prime proposte d'azione concrete saranno presentate nel prossimo incontro.
Il coordinamento ha inoltre discusso dell'insegnamento della lingua italiana nelle scuole della maggioranza, che attualmente viene gestito in modo frammentario. La vicesindaca Gianfranca Blandini Suran ha auspicato che l'esempio della città di Rovinj -Rovigno, il cui Consiglio cittadino ha approvato la delibera per il reinserimento dell'italiano come lingua dell'ambiente sociale, venga seguito anche dalle altre amministrazioni locali.
Il deputato al Sabor e presidente dell'Unione Italiana Marin Corva ha confermato la propria disponibilità a sostenere un'iniziativa presso il Ministero dell'Istruzione per modificare i curricoli nazionali. Attualmente, infatti, i programmi non prevedono l'italiano come prima lingua straniera ma solo come seconda. Di conseguenza, la materia resta opzionale, impedendo alle scuole croate che avrebbero la volontà e le risorse per potenziare l'insegnamento dell'italiano di farlo concretamente.
È stata accolta con favore da tutti i partecipanti anche l'iniziativa della vicesindaca di Umago, Floriana Bassanese Radin, volta a realizzare progetti culturali congiunti. Tali attività, da concordare in sinergia, punteranno a valorizzare la presenza, il ruolo e l'apporto della minoranza italiana al tessuto identitario e culturale della regione.
In chiusura d'incontro, il presidente della Giunta esecutiva dell'U.I Paolo Demarin ha informato i presenti della volontà dell'Unione Italiana di istituire un coordinamento allargato a tutti gli eletti politici della minoranza italiana, che sarà supportato direttamente dall'Unione Italiana stessa.