Il presidente Miletić: Proporrò di ampliare il Gruppo di lavoro includendo Calucem, Kaštijun, la centrale termoelettrica di Fianona, Rockwool e l’area dell’ex Istraplastika La tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente è una priorità assoluta!
Il presidente della Regione Istriana Boris Miletić ha tenuto oggi una conferenza stampa durante la quale ha annunciato che proporrà di ampliare la composizione e l’ambito di attività del Gruppo di lavoro per il monitoraggio della qualità dell’aria, affinché, oltre al cementificio Holcim di Koromačno, il suo operato comprenda anche il cementificio Calucem di Pola, il Centro regionale per la gestione dei rifiuti Kaštijun, la centrale termoelettrica di Fianona, Rockwool, nonché il risanamento dell’area dell’ex Istraplastika a Pisino. Affrontando le attuali questioni relative alla gestione dei rifiuti, ha sottolineato che la tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e della qualità della vita costituisce una priorità assoluta per la Regione Istriana e che, per risolvere i problemi ancora aperti, sono necessari interventi concreti, responsabilità chiare e piena trasparenza.
Riferendosi alla delibera del Governo della Repubblica di Croazia del 10 settembre relativa al recupero energetico di una parte dei rifiuti non pericolosi provenienti dal sito del Complesso agroalimentare Velebit a Gospić, presso il cementificio Holcim di Koromačno e gli impianti del gruppo Nexe a Našice, il Presidente della Regione ha ricordato di aver appreso la notizia dai media e di aver immediatamente contattato il ministero competente e il Fondo per la tutela dell’ambiente e l’efficienza energetica. Insieme al sindaco di Raša, al sindaco di Albona e ai sindaci dei comuni dell’area di Albona, ha fatto visita alla direzione di Holcim, chiedendo che i rifiuti provenienti da Gospić non fossero trasportati a Koromačno.
Durante la seduta straordinaria dell’Assemblea della Regione Istriana del 21 settembre è stato chiesto al Governo di revocare la decisione e di individuare una soluzione alternativa. È stato inoltre istituito il Gruppo di lavoro per il monitoraggio della qualità dell’aria, con la richiesta di garantire trasparenza e trasmissione diretta dei dati sulle emissioni all’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana.
Il Gruppo di lavoro ha tenuto due sedute e ha richiesto al Fondo, a Holcim e all’Ispettorato statale, l’analisi dei rifiuti, la documentazione sulla loro provenienza e sul loro recupero, i risultati delle misurazioni delle emissioni e i dati relativi alle ispezioni effettuate. Il presidente Miletić ha presentato le richieste e le preoccupazioni dei cittadini anche durante l’incontro del 5 ottobre con il presidente del Governo della Repubblica di Croazia Andrej Plenković, i vicepresidenti del Governo e la ministra competente.
Nel corso della seconda seduta del Gruppo di lavoro, il 7 ottobre, è stato accertato che una parte minore dei rifiuti provenienti da Gospić era già stata sottoposta a recupero energetico a Koromačno, senza che il Gruppo di lavoro, le autorità locali e quelle regionali ne fossero stati preventivamente informati.
“Ritengo che questo modo di procedere sia inaccettabile. Abbiamo nuovamente richiesto la documentazione completa, la tracciabilità di tutte le spedizioni e ulteriori misurazioni per valutare i possibili rischi per la salute”, ha sottolineato il presidente Miletić.
Dopo le dimissioni di tre membri del Gruppo di lavoro, il Presidente della Regione ha dichiarato che il gruppo continuerà la propria attività e ha annunciato un ulteriore rafforzamento delle competenze tecniche e scientifiche al suo interno.
“Rispetto la decisione dei membri che hanno rassegnato le dimissioni, ma il Gruppo di lavoro può continuare a svolgere il proprio compito. Proporrò di ampliarne la composizione, soprattutto con l’inserimento di ulteriori esperti nei settori della tutela ambientale e della salute umana”, ha dichiarato Miletić.
Per quanto riguarda le competenze, ha chiarito che l’autorizzazione per l’operazione R1, ossia il recupero energetico dei rifiuti, è stata rilasciata dal Ministero competente, mentre la Regione Istriana ha rilasciato l’autorizzazione per l’operazione R5, ossia l’utilizzo di determinati tipi di rifiuti come materie prime nella produzione di cemento.
“Quando vengono prese decisioni così delicate, è indispensabile consultare preventivamente le autorità locali e regionali, cosa che in questo caso non è avvenuta. I cittadini e i loro rappresentanti avrebbero dovuto essere informati tempestivamente. Proprio per questo, nei colloqui con il presidente del Governo e con le istituzioni competenti, abbiamo trasmesso le preoccupazioni dei cittadini, ribadito le conclusioni dell’Assemblea regionale e insistito sulla piena trasparenza. È nostro dovere rappresentare gli interessi dei cittadini”, ha dichiarato il presidente Miletić, aggiungendo che, nella prossima seduta, il Gruppo di lavoro analizzerà la documentazione raccolta e informerà l’opinione pubblica sulle proprie conclusioni.
“È importante disporre di informazioni complete e verificate e garantire che i cittadini siano informati tempestivamente su tutti i dati rilevanti. Solo così possiamo assicurare la fiducia dell’opinione pubblica e un comportamento responsabile da parte di tutte le istituzioni coinvolte”, ha sottolineato Miletić.
Il secondo tema affrontato durante la conferenza stampa ha riguardato le problematiche del Centro regionale per la gestione dei rifiuti Kaštijun, sulle quali domani si terrà a Pisino una seduta tematica congiunta dell’Assemblea della Regione Istriana e del Consiglio comunale di Pola, su richiesta del movimento civico “Čist zrak, duga ljubav” (“Aria pulita, amore duraturo”).
Il Presidente della Regione ha ricordato che il progetto Kaštijun risale agli anni Novanta, quando fu elaborato lo Studio sulla gestione dei rifiuti in Istria e nel Quarnero, e che la localizzazione fu scelta sulla base di valutazioni tecniche e specialistiche. Il Fondo per la tutela dell’ambiente era il committente e il finanziatore della costruzione, mentre nel 2018 il Centro è stato affidato alla società Kaštijun.
I problemi legati ai cattivi odori sono presenti fin dall’inizio dell’attività del Centro. Per questo motivo, già nel 2021 si era tenuta una seduta tematica dell’Assemblea regionale, durante la quale era stata sottolineata la necessità di migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti e la separazione della frazione organica.
“Il Centro Kaštijun non deve compromettere la qualità della vita delle persone che vivono nelle sue vicinanze”, ha sottolineato Miletić.
Il Presidente della Regione ha ribadito la necessità di una ristrutturazione proprietaria e gestionale di Kaštijun, affinché vi partecipino tutte le città e i comuni istriani che finanziano il sistema. Ha ricordato di sostenere questa iniziativa dal 2022 e di averne discusso sia con l’amministrazione precedente che con quella attuale della Città di Pola, nonché con i sindaci cittadini e comunali dell’Istria.
“In qualità di socio di minoranza, non è possibile attuare una ristrutturazione senza il consenso del socio di maggioranza. Ritengo che sia davvero arrivato il momento di passare dagli accordi alle decisioni concrete”, ha sottolineato il Presidente della Regione, ricordando che dal 2021 si sono succedute cinque persone alla guida della società.
Parlando dei cattivi odori, ha individuato tre fonti principali: il settore di discarica, le balle di combustibile solido secondario accumulate e il funzionamento stesso dell’impianto.
“Ciascuno di questi tre elementi richiede una soluzione tecnica specifica. Ritengo che siamo sulla strada giusta per individuare una possibile soluzione che consenta di captare i cattivi odori all’interno del Centro stesso, in modo da ridurli significativamente, se non addirittura eliminarli. Allo stesso tempo, è indispensabile migliorare la raccolta dei rifiuti e separare in misura maggiore la frazione organica, obiettivo che richiede una collaborazione efficace tra il Centro e le imprese per i servizi comunali”, ha dichiarato Miletić.
Il Centro ha una capacità di trattamento di 390 tonnellate di rifiuti al giorno, pari a circa 100.000 tonnellate all’anno. Riducendo la percentuale di rifiuti organici nei rifiuti urbani indifferenziati, si riduce la reattività dei rifiuti in discarica, mentre una copertura più efficace della superficie di discarica contribuisce a limitare i cattivi odori.
Un problema particolare è rappresentato dalle balle di combustibile solido secondario accumulate nel corso degli anni. Solo ora è stato stipulato il contratto per il trasporto e lo smaltimento del combustibile solido secondario prodotto nel periodo dal 2022 al 2026, per un costo previsto di circa 11 milioni di euro.
Il Presidente della Regione ha ricordato che, in occasione dell’approvazione del bilancio regionale per il 2026, aveva presentato un emendamento che ha consentito di stanziare 50.000 euro per la predisposizione di uno studio tecnico-specialistico finalizzato allo sviluppo di un sistema di gestione della frazione organica a livello istriano. Ha inoltre sostenuto la valutazione della possibilità di realizzare un impianto di biogas come soluzione per il trattamento della frazione organica separata.
Ha sottolineato che la Regione, pur detenendo una quota di proprietà del 49 per cento, non si sottrae alle proprie responsabilità e che i suoi rappresentanti partecipano costantemente ai lavori degli organi societari, proponendo soluzioni. Come soluzione a medio termine, ha proposto l’integrazione organizzativa di Kaštijun con le aziende municipalizzate che raccolgono i rifiuti urbani indifferenziati sul territorio istriano, al fine di migliorare l’efficienza della gestione dell’intero sistema.
“Ritengo che, nel medio periodo, una soluzione efficace consisterebbe nell’integrare il Centro per la gestione dei rifiuti con le imprese per i servizi comunali che raccolgono i rifiuti sul territorio istriano. Dalla seduta di domani mi aspetto un dibattito aperto, ma anche conclusioni concrete, con responsabilità e scadenze di attuazione chiaramente definite. I cittadini hanno giustamente diritto di aspettarsi soluzioni, non uno scarico reciproco delle responsabilità”, ha dichiarato Miletić.
Il terzo tema ha riguardato i rifiuti stoccati illegalmente nell’area dell’ex Istraplastika a Pisino. Nel novembre 2019, la Regione Istriana aveva rilasciato alla società Natural Recycling Company d.o.o. un’autorizzazione per la gestione dei rifiuti, al termine della procedura prevista dalla legge. Nel luglio 2020, l’Ispettorato statale aveva accertato alcune irregolarità, tra cui la presenza di quantità eccessive di rifiuti e il loro stoccaggio al di fuori delle aree autorizzate.
Poiché la società non aveva ottemperato al provvedimento ispettivo, il 16 ottobre 2020 la Regione, su proposta dell’Ispettorato statale, aveva revocato l’autorizzazione; successivamente, il Ministero competente aveva respinto il ricorso presentato dalla società.
“La Regione Istriana ha agito nel rispetto delle proprie competenze legali. Non disponiamo di poteri ispettivi, ma, dopo che l’Ispettorato statale ha accertato le irregolarità e richiesto un intervento, abbiamo revocato l’autorizzazione rilasciata. Oggi il nostro obiettivo comune è rimuovere i rifiuti da quell’area e procedere finalmente al suo risanamento”, ha sottolineato Miletić.
In conclusione, il Presidente della Regione è tornato sul previsto ampliamento del Gruppo di lavoro, evidenziando che, oltre a Holcim, è necessario monitorare sistematicamente anche la situazione presso il cementificio Calucem di Pola, il Centro Kaštijun e il processo di risanamento dell’ex Istraplastika. Ha sottolineato in particolare la necessità di analizzare le autorizzazioni ambientali e i valori limite di emissione prescritti per il cementificio Calucem, alla luce delle preoccupazioni espresse dai cittadini.
“La tutela dell’ambiente, la salute e la qualità della vita dei nostri concittadini sono una priorità assoluta. Il nostro obiettivo è garantire un monitoraggio costante di tutte le questioni ancora aperte, la piena trasparenza e un migliore coordinamento tra le istituzioni competenti. La nostra responsabilità non si esaurisce con l’adozione di decisioni e conclusioni, ma comporta un’azione concreta e la perseveranza nella risoluzione di questi problemi”, ha concluso il presidente della Regione Istriana Boris Miletić.